“PRANZO DEGLI ULTIMI”

 

 

domenica 7 gennaio 2007

 

 

Il “Pranzo degli Ultimi” è una delle attività che ricorre ormai da molti anni, nel periodo natalizio. E' organizzata dal “Dopolavoro Ferroviario” con il quale, a seguito di tanta costante collaborazione,  è nato un sentimento di unione ed anche questa volta  ci siamo ritrovati insieme affinché tutto fosse ben organizzato e gli ospiti potessero godere in serenità un pasto caldo ed una giornata di svago e aggregazione. Quest’anno, come lo scorso, i più erano rifugiati politici provenienti, per la maggior parte, da paesi dell’est europeo e da paesi africani: c’erano all’incirca sessanta persone, la metà bambini.

 

L’attività si è svolta nella mensa del “Dopolavoro Ferroviario” in via di Villa Spada, nei pressi di via Salaria: un luogo tranquillo dove i piccoli ospiti  hanno potuto giocare in sicurezza.

 

Alle 10:30 della mattina, in un’atmosfera come sempre molto allegra, sono iniziate le manovre per l’allestimento della sala.

Un gruppo si è dedicato alla preparazione dei tavoli e un altro all’allestimento degli addobbi e dei festoni.

Quando verso le 12:30 sono arrivati gli ospiti, tutto era perfettamente in ordine. Anche la mensa aveva rispettato i tempi che ci eravamo prefissati.

Poco dopo abbiamo cominciato a servire il pranzo: piatti semplici (per far sì che potessero essere apprezzati da tutti gli ospiti) ma preparati a regola d’arte.

 

Dopo il pranzo, accompagnati dal ritmo della banda del “Dopolavoro Ferroviario”, Babbo Natale ed un’affascinante quanto pittoresca Befana hanno consegnato dei doni ai piccoli ospiti.

Dopo abbiamo provveduto a sparecchiare e a sistemare la sala senza dimenticare lo spirito del volontario che è quello di servire la collettività e rispettare l’ambiente.

 

Alla fine, abbiamo abbracciato i nostri amici e ci siamo dati un “arrivederci” al prossimo anno, con il proposito di estendere a sempre più persone questo momento che per noi, figli dell’opulenza e del consumismo, può avere poco significato ma per chi ha avuto una vita dura, che lo ha costretto a lasciare la propria casa e i propri affetti, rappresenta non soltanto un pasto caldo ma soprattutto speranza. E' stata per noi volontari un'occasione per praticare la solidarietà ed una meravigliosa esperienza di convivenza.