NATALE INSIEME:

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domenica 19 dicembre

Comune di Lanuvio

 

 

 

Il 19 dicembre 2004 l’Associazione del Dopolavoro Ferroviario ha organizzato una serie di eventi, articolati nella giornata, a favore di una comunità di rifugiati politici viventi a Roma.

Questo piccolo gruppo è formato da famiglie provenienti da continenti e stati diversi, di diversa estrazione sociale e credenza religiosa.

A tale giornata hanno aderito l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma, il Comune di Lanuvio, rappresentato dal Sindaco De Santis, nonché la sede romana di Nuova Acropoli con 16 dei suoi volontari.

Il tutto si è svolto a Lanuvio ed è iniziato verso le 11 nell’ufficio del Sindaco. Quest’ultimo ha ricordato l’importanza della solidarietà, e dello scambio tra popoli e culture diverse, che ci possa aprire il cuore verso una fratellanza universale, e che vada oltre le barriere di razza, religione, o quant’altro.

 

In seguito agli ospiti è stato mostrato il centro storico ed i monumenti, mentre noi volontari abbiamo dato una mano ad allestire una sala per il pranzo. Poi, giunta l’ora di mangiare, quando sono arrivati gli ospiti abbiamo servito loro le varie pietanze, non senza condividere assieme a loro un buon pranzo.

 

Nel pomeriggio, a pranzo ultimato, una corale del Dopolavoro Ferroviario è venuta a cantare delle tipiche canzoni natalizie, di tradizione italiana ma non solo, allietando così i cuori di tutti i presenti; mentre la banda musicale delle Ferrovie dello Stato ci ha intrattenuto con il suo repertorio, scatenando trenini e balli dei bimbi presenti, insieme a noi volontari.

Infine è addirittura giunto Babbo Natale, in carne ed ossa, ed ha chiamato ogni bambino presente in sala, offrendogli un dono.

Il vedere quei bambini così pieni di gioia mentre andavano ad incontrarlo è stato per noi uno dei momenti più emozionanti: alcuni erano elettrizzati da quest’incontro inaspettato, e ci siamo commossi nel vedere quegli occhini sbalorditi dinanzi a Babbo Natale, ed i sorrisi dei genitori pieni di riconoscenza.

 

Questa occasione ci ha dato la possibilità di conoscere una realtà, quella dei rifugiati politici, ed ha acceso nel nostro cuore una speranza: speranza che questo non resti un episodio isolato, ma che rappresenti un passo, pur piccolo, verso la totale integrazione di queste famiglie nel nostro tessuto sociale.