XIII CAMPO SCUOLA INVERNALE MONTAGNA AMICA

 

Castel del Monte

23 – 25 febbraio 2007

 

 

Piana di Campo Imperatore

Cosa c’è di meglio di un week end in montagna, all’aria aperta, in un paese incontaminato come quello di Castel del Monte (AQ)? <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Se poi a tutto ciò si aggiunge l’allegria e l’entusiasmo dei 170 giovani che hanno partecipato al campo scuola Montagna Amica, il quadro è completo e pronto ad essere esposto.

 

Con lo zaino in spalla e brandina da campo in mano, abbiamo lasciato le nostre città per raggiungere Castel del Monte, uno dei borghi più belli dell’Abruzzo, che sembra fare da guardiano all’altopiano più esteso d’Italia: quello di Campo Imperatore.

 

In questo scenario magico, anche se quest’anno privo di neve, abbiamo trascorso alcuni giorni all’insegna del lavoro di squadra, di convivenza e di fratellanza insieme a tanti giovani provenienti da tutta Italia.

 

 

Inaugurazione del campo: Sandro Spagnoli, responsabile internazionale di Nuova Acropoli; Luciano Mucciante, Sindaco di Castel del Monte

 

Il primo giorno abbiamo tutti collaborato per rendere pulito ed accogliente lo stabile che il Comune del paese gentilmente ci ha fornito e nel pomeriggio, dopo l'inaugurazione del campo, abbiamo partecipato a lezioni riguardanti i pericoli della montagna. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

 

 

 

 

 

Intanto altri volontari hanno organizzato il percorso notturno di orienteering nelle caratteristiche vie del paese fatte di scale, archi e strettoie. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Finalmente dopo cena, è partita l’attesissima gara del Trofeo Gemon, giunta quest’anno alla sua XIV edizione.

Con la cartina in mano e una gran voglia di riuscire a terminare il percorso siamo partiti alla ricerca dei punti indicati dalla mappa e siamo tornati tutti!

 

La sveglia di sabato 24 suona molto presto perché abbiamo tante cose da fare!<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Dopo un’abbondante colazione ci siamo divisi in squadre operative.

Ognuna di queste doveva eleggere un caposquadra, il quale aveva il compito sia di coordinare gli altri sia di prendere decisioni importanti.

Ci siamo così cimentati nella ricerca di un infortunato, attraversando il paese che aveva subìto un ipotetico terremoto, nella discesa e risalita con le corde e gli imbrachi, nel primo soccorso, nei nodi con i cordini e nelle principali tecniche di sopravvivenza (come ad esempio accendere un fuoco) e negli esercizi di psicologia per conoscere meglio come reagiamo in situazioni di emergenza.

Alcuni momenti delle eserciatazioni

Tutte le esercitazioni svolte avevano l’obiettivo di far conoscere ai giovani le loro potenzialità, di conoscere i componenti della squadra e imparare come si lavora insieme, senza che prevalga l’individualismo, ma un sano spirito di gruppo. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Questa è la formula vincente per prestare un reale aiuto a chi ne ha di bisogno.

 

Ma non è finita qui!<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Una bella passeggiata a Campo Imperatore, esercitazioni con le sonde per la ricerca di un escursionista travolto da una valanga, un primo utilizzo dell’ARVA, non potevano mancare per un vero campo invernale!

Bip!Bip! Sono le 7! E’ l’alba dell’ultimo giorno. Cosa si fa oggi?<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Alcune squadre continuano le esercitazioni mentre altre iniziano a preparare i bagagli e a pulire lo stabile che ci ha ospitato in questo fine settimana.

Perché scorrono così veloci le lancette dell’orologio!

 

Sono già le quattro e dopo aver ricevuto l’attestato ci stiamo scambiati abbracci e frasi di “buon viaggio..”, “buona fortuna..”, “alla prossima..”.

 

Quel raggio di sole che, con tanta fatica si è infiltrato fra le grigie nubi, sta tramontando dietro il monte sovrastato dalla Rocca di Calascio…con il ricordo di questa immagine salutiamo Castel del Monte e torniamo nelle nostre città, con un’esperienza che ci ha arricchito, che ci ha permesso di conoscere noi stessi, gli altri e <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Natura.