Inquadramento storico della zona

Tutta la zona era abitata in tempi antichissimi, da popolazioni italiche. Nel periodo dell’incastellamento fu costruita la prima torre, quella centrale e squadrata. Serviva per segnalare la presenza di eserciti nemici nella zona e permetteva di informare un vasto territorio dell'incombente pericolo attraverso una rete di comunivazione ottica che collegava fra di loro le fortificazioni esistenti, per mezzo di specchi e di fumo di giorno, fuochi di notte e campane in caso di nebbia.

torre centrale

Ma la sua importanza non finì con il Medioevo, continuò nei secoli. Controllava una via importantissima per l’economia di questi luoghi: il tratturo per antonomasia, il cosiddetto Tratturo Magno, utilizzato dai pastori per condurre le greggi dall’entroterra abruzzese fin nelle Puglie. Questa strada diventò nel XV secolo un tratto della Via degli Abruzzi, l’unica che univa Firenze con Napoli. Potete quindi immaginare che gran via vai di commercianti e di denaro! Fu proprio questa prosperità che attirò da queste parti prima i Piccolomini, nella persona di Antonio, conte di Celano, Duca d’Amalfi, nipote di papa Pio II e genero di Ferdinando I d’Aragona re di Napoli, poi i Medici.

 

Fu proprio Antonio Piccolomini, nel XVI sec, a rinforzare la torre iniziale con i quattro torrioni laterali, circolari per aggiornarli alle nuove tecniche di guerra, archibugi e cannoni, in una parola la polvere da sparo.

Rocca Calascio, legata, come tutto il territorio circostante, alle alterne vicende della transumanza, insieme al borgo subisce un lento declino, che portò ad un suo graduale, ma inesorabile abbandono.