“Festa de noantri”: le sensazioni vissute da un volontario di Nuova Acropoli<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

 

Forse tutti i romani o comunque la maggior parte di essi hanno partecipato almeno a qualche edizione della “Festa de noantri”, la tradizionale festa che tutti gli anni  per otto giorni, a partire dal  primo sabato dopo il 16 luglio, si svolge nel suggestivo quartiere di Trastevere.

In questi otto giorni il quartiere si anima con la presenza di spettacoli, concerti, mostre e le immancabili “bancarelle” per lo shopping a buon mercato.

Una parte dei romani forse conosce la festa solo per questo aspetto esteriore; io per esempio ero tra questi.

Ma quest’anno è stato diverso, grazie a Nuova Acropoli ho avuto l’opportunità di conoscerne le origini, di “viverla” nel profondo.

Il 22 Luglio scorso, giornata di apertura della festa, ho partecipato al servizio di attenzione al pubblico predisposto da Nuova Acropoli per contribuire al regolare svolgimento della  manifestazione prevista in questo giorno ed, in particolare, della processione della Madonna del Carmine attraverso le vie di Trastevere.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Presto mi sono reso conto che il nostro compito di garantire un corridoio di ampiezza sufficiente per il passaggio della Madonna non sarebbe stato affatto agevole. Con il passare dei minuti in un crescendo di tensione per l’attesa, le persone si affollavano sempre di più, e riuscire a contenere la pressione della folla stava diventando un’impresa “ardua”.

E finalmente il basamento con <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Madonna uscì e fu il tripudio, applausi scroscianti, <<evviva Maria, evviva Maria>>.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Noi anticipavamo il carro di una decina di metri per aprire il passaggio e allontanare chi si sporgeva troppo al centro, dietro gli altri garantivano un giusto spazio tra il carro e i margini della strada.

Mentre i sacerdoti accompagnavano la processione con i canti religiosi e le orazioni, le persone continuavano ad applaudire al passaggio della Madonna, assiepate lungo i margini ristretti delle strade, affacciate alle finestre delle case.

Donne e uomini, ma anche ragazzi e ragazze, tutti partecipavano con un trasporto così vivo che ha finito per contagiare anche le persone presenti occasionalmente. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

E’ stato sorprendente toccare con mano un sentimento spirituale così profondo e diffuso, non nel paesino sperduto di montagna fedele alle sue antiche tradizioni, ma qui, nella grande e inevitabilmente dispersiva città di Roma, e nella consapevolezza di vivere in un mondo in cui l’indifferenza è il fattore predominante, dove i valori nobili dell’uomo sembrano essersi perduti.

Il coinvolgimento di tante persone, al di là di quelle da sempre devote, è forse il segnale di un bisogno diffuso di ritrovare questi valori?<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

In ogni caso è stato bello sentirsi “contagiati” dal calore di tanta devozione, ritrovarsi  tutti “vicini” in questa festa, nella “Festa de noantri”, “noi altri” che vogliamo dare spazio ai valori elevati dell’uomo, alla solidarietà, all’amicizia, all’altruismo, in contrapposizione a chi invece predilige la prepotenza ed il culto del dio “denaro”, di “noi altri” che comunque, nonostante le stragi a cui assistiamo con senso di impotenza, provocate dalle bombe di chi crede di risolvere i conflitti con l’uso della violenza, continuiamo a credere che un mondo migliore sia possibile.